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Il Comitato Portuale adotta i Prp di Olbia e Golfo Aranci

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portohomeVia libera al nuovo iter per il Piano Regolatore Generale dei Porti di Olbia e Golfo Aranci. Il documento che disegna il futuro dei due scali della Gallura per i prossimi 25 anni è stato adottato mercoledì 28 luglio 2010 nel corso della seduta del Comitato Portuale, il piccolo Parlamento in seno all'Ente dell'Isola Bianca. Passaggio, questo, sancito dall'articolo 5, comma 3, della legge 84/94 di Riordino della legislazione in materia portuale.


porto4Lo stesso che ha scandito il primo step burocratico dell'intesa (raggiunta il 16 aprile 2010 ad Olbia e il 10 giugno 2010 a Golfo Aranci ) con i rispettivi Comuni di riferimento, e che indicherà gli altri futuri passi da seguire, dal via libera da parte del Consiglio Superiore ai Lavori Pubblici, alla Valutazione Ambientale Strategica, per finire con l'approvazione dell'intero piano da parte della Regione Sardegna. Per quanto riguarda il porto di Olbia, il documento prevede la razionalizzazione dell'esistente, con l'allungamento dei due denti d'attracco (moli centrali 3 e 4) che passano a 236 metri, dagli attuali 175 di lunghezza, l'allargamento della darsena compresa tra i due di circa 45 metri (per un totale di circa 130 di larghezza rispetto agli attuali 90) e la realizzazione di un dente d'attracco poppiero per il molo 9. Modifiche che produrranno un ampliamento dei piazzali, favorendo così la viabilità interna per tutti i mezzi in arrivo e partenza e maggiore sicurezza per i passeggeri in transito. Sempre in ambito portuale, sarà improrogabile la realizzazione del terminal crociere, che sorgerà tra i due nuovi moli e lo studio di una nuova viabilità che possa garantire lo smaltimento in tempi brevi dei traffici in crescita per i prossimi anni.


porto01Sempre per quest'ultimo motivo, e nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza della navigazione - anche alla luce di una futura intensa attività diportistica, in adeguamento agli standard delle nuove flotte e per limitare l'interrimento dei fondali provocato dal flusso a mare del rio Padrongianus - il Prp prevede un allargamento della canaletta di ingresso in porto a 200 metri per consentire il transito in sicurezza di due navi contemporaneamente o di una nave e un maxi yacht e la predisposizione di un cerchio di evoluzione per le navi di 800 metri di diametro. Intervento che non entrerà in conflitto con l'attività storica della mitilicoltura, che otterrà un incremento di circa 20 ettari rispetto all'esistente, con spazi dedicati all'itticoltura e alla pesca delle arselle. Per quanto riguarda il settore delle merci, alla luce dell'istituzione di nuovi collegamenti da e per il continente che privilegiano sempre più Olbia come porta dell'isola, il Prp prevede per il porto Cocciani l'allargamento del dente di attracco del molo sud, il completamento di tutte le banchine esistenti e la realizzazione dei terrapieni a ridosso delle stesse per ospitare in tutto 6 navi ro - ro e merci. Interventi che saranno accompagnati dal dragaggio a quota -10 m del bacino, in modo da consentire l'ormeggio di navi da carico di maggiore stazza. Allo stato attuale, la capacità ricettiva delle infrastrutture diportistiche esistenti (il Circolo Nautico, il porto di Sa Marinedda, la Lega Navale) ammonta a circa 600 unità, con distribuzione delle imbarcazioni concentrata per lo più nella parte medio-bassa (da 10 m a 15 m). In base agli studi del Prp, che tengono conto del potenziale offerto dalle aree a mare e a terra, dei vincoli posti dalla navigazione commerciale e da quelli di carattere prettamente naturalistico e di salvaguardia dell'ecosistema, sono state individuate alcune aree sulle quali insediare strutture dedicate specifiche per il diportismo:

- il tratto di costa compreso fra la testata del molo Brin, da utilizzare per il transito di piccole unità da crociera e mega yacht, ed il viadotto di attraversamento dell'insenatura terminale meridionale del golfo (affacciata a Via Redipuglia sul lato Nord, ad un quartiere abitativo sul lato Sud).

- il tratto di costa a Nord del terminale dell'Isola Bianca e compreso fra il limite della zona destinata a traffico crocieristico (molo 2 bis) e il viadotto di attraversamento del porto romano;

- il tratto di costa a sud di Cala Saccaia, destinato a strutture per la nautica da diporto a limitato impatto ambientale.

porto03Complessivamente, le tre zone individuate dal Prp coprono un'area dell'ordine di 285.000 m2, che corrisponde ad un numero medio di 1.900 imbarcazioni ormeggiate, con un rapporto di 150 m2 per posto barca. In tutto il golfo, tenendo conto delle realtà già esistenti, sarà quindi ipotizzabile l'ormeggio contemporaneo di 2.300 imbarcazioni e navi da diporto. Ulteriori spazi verranno individuati tra l'insenatura settentrionale di Porto Romano, e quella meridionale di via Redipuglia, entrambe attualmente utilizzate per l'ormeggio di natanti di piccole dimensioni, di proprietà di pescatori locali, spesso non professionisti, e di semplici appassionati. In accordo con l'Amministrazione Comunale di Olbia si è deciso di destinare l'insenatura di Porto Romano alla nautica minore, mentre via Redipuglia sarà destinata, per la porzione settentrionale dell'insenatura a questo genere di attività; la sponda meridionale e la porzione di specchio acqueo prospiciente, invece, saranno dedicati ai servizi di assistenza tecnica e commerciale della nautica da diporto ed alle imbarcazioni da pesca. Come soluzione all'emergenza della viabilità, specialmente nei tre mesi estivi, gli studi del Prp suggeriscono un intervento urgente, oltre che sulla larghezza della strada di accesso al porto, su tutti i raccordi fra le diverse strade provenienti da Sud, tenendo conto anche dell'esigenza - manifestata a suo tempo dal Comune nel Piano Strategico - di sostituire i viadotti di sovrappasso con tunnel sottomarini, in modo da ritornare il più possibile alle condizioni originarie del golfo. Sostituzione che, dal punto di vista tecnico, viene considerata di non particolare difficoltà, purchè la quota di sommità del tunnel sia individuata in modo da consentire l'agevole transito delle imbarcazioni, fissando la quota di sommità a -3,00 m. Lo studio trasportistico ha inoltre evidenziato che la sostituzione dei due viadotti con altrettanti tratti in galleria a 4 corsie, pur migliorando l'attuale situazione, da solo non basterebbe a risolvere i problemi di accessibilità al terminale di Isola Bianca. Infatti, con tale intervento, nelle condizioni di traffico di alta stagione turistica, si perverrebbe ad un livello di servizio ancora deficitario, con la possibilità quindi di lunghe code di mezzi. Tale intervento andrebbe quindi necessariamente associato al raddoppio della strada di circonvallazione, in modo da rendere le sue prestazioni conformi al ruolo di attrattore di tutto il traffico di attraversamento dell'area urbana.

 

 

porto02Fasi degli interventi:

Sono quattro le macro fasi principali d'attuazione per la portualità di Olbia:

Fase 1 (143.2 milioni di euro)

- completamento delle banchine e dei piazzali di Porto Cocciani (banchina sud, allargamento dente di attracco, completamento banchina ovest, banchina Nord, terrapieni a tergo delle nuove banchine)

- dragaggio a quota -10 mt del bacino antistante alle banchine di Porto Cocciani e di una porzione del bacino di evoluzione

- prima fase del dragaggio a quota -10 del bacino antistante alle banchine degli attracchi 1 e 2 del Pontile Isola Bianca

Fase 2 (68.7 milioni di euro)

 

- realizzazione del dente poppiero al molo 9 dell'Isola Bianca

- prolungamento del molo 4 del Pontile Isola Bianca

- allargamento della darsena compresa tra i moli 3 e 4

- realizzazione e pavimentazione nuovi piazzali retrostanti i moli

- completamento del dragaggio -10 mt del bacino antistante all'attracco 9 del Pontile Isola Bianca

- completamento del dragaggio a quota -10 mt del bacino antistante agli attracchi 1 e 2

- completamento del dragaggio a quota -10 mt del bacino di evoluzione

Fase 3 (76.1 milioni di euro)

- prolungamento del molo 3 del Pontile Isola Bianca

- restringimento del molo 4 del Pontile Isola Bianca

- realizzazione e pavimentazione dei nuovi piazzali

- prima fase dragaggio canale di accesso a quota -12 (allargamento della canaletta)

Fase 4 (87.5 milioni di euro)

- approfondimento a quota -11 dei fondali del bacino antistante alle banchine di Porto Cocciani e del bacino di evoluzione

- approfondimento a quota -13 mt dei fondali del canale di accesso (canaletta)

 

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