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Cinque nuove chiese a Olbia

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chiesehomeA breve Olbia avrà cinque nuove parrocchie. "Vogliamo contribuire a dare un'anima vera, profonda e unificante a una città cresciuta molto in fretta, con pochi punti di riferimento morali e ideali". Lo ha dichiarato ieri Mons. Sebastiano Sanguinetti, vescovo della diocesi di Tempio Ampurias, alla presenza del sindaco Gianni Giovannelli, dell'assessore all'Urbanistica Marzio Altana e del presidente della Provincia Fedele Sanciu. Nel 2010, in città, sono stati superati 55mila residenti ai quali vanno aggiunte almeno 20mila persone domiciliate ad Olbia per lavoro.


chiese03E, proprio nell'ambito del «Progetto Città di Olbia», saranno costruite 5 nuove parrocchie tutte dislocate nelle periferie più interessate dal boom demografico: Poltu Quadu, Tannaule, San Nicola-Santa Mariedda, Sa Minda Noa e Pittulongu. La Diocesi ha chiesto e ottenuto dal Comune aree molto ampie, dai 7 ai 10mila metri quadrati. «Non parliamo di parrocchie ma di complessi parrocchiali, che hanno il luogo di culto ma anche spazi di incontro e l'oratorio, cosa per me assolutamente fondamentale», ha spiegato monsignor Sanguinetti: «Le abbiamo pensate fortemente legate alla storia e all'identità della città fin dal nome». Ed ecco il ricordo di San Ponziano, papa martire morto in esilio a Molara, nella parrocchia di Poltu Quadu-Murta Maria, una delle tre che partiranno subito. Lavori al via anche a Tannaule, con il complesso parrocchiale di San Michele Arcangelo che prende il nome da una chiesetta che si trovava nella zona. A Sa Minda Noa si partirà con un prefabbricato. «Ci sarebbe piaciuto dedicare questa chiesa a Madre Teresa di Calcutta per simboleggiare l'importanza della solidarietà ad Olbia - ha spiegato il vescovo - ma essendo solo Beata sarebbe stato complicato. Quindi abbiamo optato per Sant'Ignazio da Laconi». Le altre due, quella di San Nicola (rioni San Nicola e Santa Mariedda) e della Madonna del mare, a Pittulongu, seguiranno presto. Il piano prevede anche un rafforzamento dell'istituto Euromediterraneo e una presenza forte del giornale diocesano "Gallura e Anglona".


chiese02Il vescovo e il sindaco Gianni Giovannelli hanno sottolineato la strettissima collaborazione tra Diocesi e Comune che si concretizza in veloci adempimenti burocratici per la cessione delle aree (vendita a prezzo simbolico) e le concessioni edilizie. Ma il sindaco ha lanciato anche un appello: «Invito tutti gli imprenditori, gli artigiani, ma più in generale tutti i cittadini che possono collaborare, a mettersi a disposizione dei parroci per realizzare questo progetto». Per quanto riguarda le nomine e i trasferimenti, ci sono diverse novità che riguardano la chiesa olbiese: Don Giuseppe Delogu, il fondatore della Salette, lascia dopo quasi 30 anni la sua creatura e diventa parroco a Lu Bagnu-Castelsardo, il suo paese d'origine. Succede a don Delogu, classe 1931 e amatissimo dai fedeli, don Gianni Sini, in arrivo dal Sacro Cuore di Tempio, nominato anche amministratore parrocchiale temporaneo della nuova chiesa della Madonna del Mare a Pittulongu. Cambiamenti anche alla parrocchia della Sacra Famiglia dove don Vladimiro Boiko, diventato parroco a Perfugas, Erula e Tisiennari, lascia il posto di vicario di don Andrea Raffatellu a don Mirko Barone. Don Theron Casula, padre Piero Pigozzi, affiancato dal diacono padre Tonino Secchi, e padre Enrico Redaelli diventano amministratori parrocchiali rispettivamente dei nuovi luoghi di culto che nasceranno a Tannaule, Sa Minda Noa e Poltu Quadu, mentre don Giovanni Debidda, parroco di San Simplicio, si occuperà della nascitura chiesa di San Nicola.

 

 

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