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Mario Segni a “Olbia che legge”

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segni02-w140"Una grande festa della gente, il segnale che esiste ancora un'Italia onesta che vuole cambiare e far crescere il proprio paese": così il leader referendario Mario Segni ha commentato la serata di presentazione del suo libro "Niente di personale, solo cambiare l'Italia" (Rubbettino editore). E' stato lui l'applaudito protagonista, giovedì scorso, del secondo appuntamento della rassegna "Olbia che legge", patrocinata dal Comune di Olbia e dall'assessorato regionale alla Cultura. Gli appuntamenti letterari di via Dante attraggono un pubblico sempre più vasto ed interessato ma nessuno si aspettava un simile successo.


segni03-w320Molte persone hanno assistito in piedi all'amarcord del politico sassarese, che ha rievocato con pacatezza ma anche un filo di nostalgia la stagione dei referendum, incalzato dalle domande dell'assessore comunale alla Cultura Vanni Sanna e dal curatore della rassegna Ernesto Massimetti: "Forse oggi viviamo un momento diverso -ha spiegato Segni- ma vorrei che lo stesso popolo che fece vincere i referendum si impegni per continuare le nostre battaglie e rinnovare davvero il paese". "Li appoggio perché almeno una volta nella vita spero di vedere una riforma che cambia gli italiani, e non gli italiani che cambiano una riforma"; cosi Indro Montanelli spiegò il suo consenso ai referendum elettorali. Che cosa si può dire oggi di questa speranza? "Qualche anno fa - ha ricordato Mario Segni - un medico che mi assisteva al pronto soccorso del S. Giacomo mi fece un gran complimento: lei è l'unico che ci ha provato sul serio, mi disse. Ma è più facile ragionare con i talebani che cambiare la testa degli italiani".


segni02-w320Dunque le speranze di Montanelli sono state deluse e tutto è rimasto come prima? Eppure queste battaglie hanno traversato per due decenni la politica italiana, hanno acceso una straordinaria messe di passioni e di speranze, e hanno portato alla elezione diretta di sindaci, presidenti di provincia e governatori. E nei comuni, dove la riforma si è completata, sono nate figure nuove e un nuovo modo di governare. E quindi, almeno in questo, "la riforma ha cambiato gli italiani". È una battaglia che dura da vent'anni, un periodo lungo quasi quanto l'era fascista, e non è ancora finita, perché nessuno sa quale sarà la conclusione politica e istituzionale di questa lunghissima transizione. Mario Segni nel suo libro racconta tutta la storia.


segni01-w320E dal passato, che ha vissuto da protagonista, cerca lumi per capire il futuro. Un futuro in cui, con l'ultimo referendum, si è chiusa la spinta popolare alle riforme, e in cui la battaglia istituzionale, più che mai necessaria, non basta più. La rassegna "Olbia che legge- Librinpiazza-Legger@mente", prosegue venerdì 23 luglio, sempre alle 21 in via Dante, con il libro " Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato" dell'assessore regionale all'agricoltura Andrea Prato, edito dalla Guerini e associati. Il 27 luglio, spazio a Vincenzo Onorato, armatore, velista e scrittore che, per Mondadori, ha pubblicato il romanzo "Quando saremo vento sulle onde del mare". Interessante anche l'ultimo appuntamento, quello del 30 luglio, con le "Donne a perdere" descritte da Ledda-Auriemma-Troffa-Pulixi. Ad aprire la quinta edizione della rassegna "Olbia che legge" , lo scorso 9 luglio, è stato il giornalista-scrittore Gigi Moncalvo con il suo libro "I lupi & gli Agnelli" (Vallecchi), un'opera avvincente come una saga e documentata come un'inchiesta grazie al materiale raccolto e alle indagini svolte da Moncalvo.
 

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