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Sa Rughe si aggiudica la 65^ Remata de Sos Carreras

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remata2010_homeIl quartiere Sa Rughe ha vinto la 65^ "Remata de Sos carreras" che, ieri pomeriggio, ha radunato una grande folla sul lungomare di via Redipuglia. L'antica sfida tra i rioni cittadini si è confermata un'autentica festa dell'olbiesità e delle tradizioni locali.


remata2010_02Il palio remiero dei chiattini in onore di San Giovanni e della Madonna del Mare è tornato all'antico splendore, già dallo scorso anno, grazie alla Compagnia della Vela Latina di Olbia guidata dal maestro d'ascia Nardino Fois. Il Comune di Olbia sostiene concretamente la manifestazione che, dopo un'interruzione durata 10 anni, è stata riproposta nel 2009 con il coinvolgimento dei quartieri cittadini, circoli, scuole ed associazioni. Quest'anno la "Remata de Sos carreras" si onora dell'adesione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; del patrocinio della Regione e del riconoscimento del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare. L'avvincente competizione, commentata da Mauro Orrù con il contorno di un tifo da stadio, ha visto sfidarsi in mare otto quartieri. Tra il pubblico, numeroso ed entusiasta, c'era anche il sindaco Gianni Giovannelli che ha voluto, ancora una volta, ringraziare la Compagnia della Vela Latina e tutti coloro che hanno contribuito al recupero e alla valorizzazione di una delle tradizioni più antiche e sentite della comunità olbiese.


remata2010_01Gli equipaggi hanno percorso i 750 metri del campo di gara (250 metri per tre volte), nello specchio di mare prospiciente piazza Crispi dove, in serata, si sono svolte le premiazioni, alla presenza dell'assessore Vanni Sanna e del consigliere comunale delegato alla portualità Angelo Pagano. Ad aggiudicarsi il primo posto è stato il rione di Sa Rughe che ha portato a casa la 23ª vittoria. L'ultima era stata nel 2000, anno in cui si svolse l'edizione finale della "Remata de sos carreras" - nata nel 1937 -, prima di ritornare in auge un anno fa. L'equipaggio, composto da Paolo Mura (capovoga, siadore), Palmiro Usai, Paolo Delogu e Antonio Serra, ha raggiunto il traguardo in 5 minuti, 28 secondi e 65 millesimi dopo un combattuto testa a testa con il chiattino di San Simplicio, vincitore della scorsa edizione.


remata2010_03Al secondo posto, San Simplicio (5 minuti, 30 secondi, 99 millesimi), a seguire Zona Industriale (5 minuti, 41 secondi, 61 millesimi), Gregorio (5 minuti, 46 secondi, 52 millesimi), Sacra Famiglia (5 minuti, 52 secondi, 26 millesimi), mentre Tilibbas ha dovuto abbandonare la finale per problemi tecnici. I quartieri di San Paolo e Isticcadeddu sono stati esclusi nella prima e nella seconda batteria. Da segnalare, la presenza di una donna nell'equipaggio del chiattino abbinato a San Paolo, Giovanna Scintu, unica donna dal 1937 ad aver partecipato alla Remata.




remata2010_5Grande successo ha ottenuto anche l'esposizione, basata su 8 argomenti suddivisi in 8 pannelli, curata da ArcheOlbia ed allestita in piazza Crispi nell'ambito dei festeggiamenti per San Giovanni e la Madonna del Mare. L'associazione ha svolto un impegnativo lavoro di ricerca che ha coinvolto, oltre alla presidente Durdica Bacciu, la sua vice Silvia Selis, Stefano Giuliani, Mauro Mannu ed Emiliano Riccardi. Questo gruppo di giovani e dinamici archeologi ha potuto contare sul prezioso materiale contenuto nell'archivio "Nello Di Salvo" e sulle immagini fornite dalle famiglie Varrucciu e Sechi, dalla Compagnia della Vela Latina, da Antonello Dore, Gigi Paddeu e Guido Baffigo. Da segnalare anche la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Culturali delle Province di Sassari e Nuoro (sede operativa di Olbia) e di Rubens D'Oriano che ha concesso alcune fotografie di reperti inediti. In mostra vecchie foto sulla processione ( sia a piedi che con le barche);

la vita dei vecchi pescatori olbiesi con una rara immagine datata 1926, la più antica dell'esposizione, che ritrae tre pescatori; la storia, dal punto di vista demoantropologico, della festa di San Giovanni compreso il salto dei fuochi; il battesimo dei chiattini del 2009; le usanze delle giovani ragazze legate alla figura di San Giovanni nel contrarre il matrimonio e trovare un buon marito; la tecnica di costruzione di un chiattino; la partecipazione dei chiattini olbiesi alla "Vogalonga" di Venezia con testimonianze che vanno dal 1980 sino al 1992. Nell'ultimo pannello, curato da Stefano Giuliani, si è cercato di ripercorrere la storia e l'archeologia delle vecchie chiese di San Giovanni, Sant'Antonio e La Madonna del Mare. Queste ultime erano due chiese gemelle, situate agli attuali numeri 7 e 14 di Corso Umberto I. Testimoniano la frequentazione del sito già dall'epoca fenicio-punico con tracce archeologiche della dea Ashtart (dea della stella = Venere). In epoca romana erano templi gemelli dedicati a Venere, protettrice dei marinai e naviganti (in base a un frammento di busto ritrovato durante gli scavi), a conchiglie ed ancorette che, molto probabilmente, servivano da amuleti portafortuna e simboleggiavano la protezione di Venere, dea e stella guida. Tra i tanti visitatori dell'esposizione: l'assessore alla Cultura Vanni Sanna che elogiato l'iniziativa di ArcheOlbia a cui va il merito di aver rintracciato tasselli inediti, di notevole rilevanza e sicuro interesse per la città di Olbia.

 

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