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Dipendenze: un centro di accoglienza diurno per ritornare alla vita

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aslhomeLa Asl di Olbia, guidata dal commissario Giovanni Antonio Fadda, dal Direttore Amministrativo Mario Altana e dal Direttore Sanitario Maria Serena Fenu, ha aperto in via Verrocchio un Centro di accoglienza e di riparo diurno: una casa dotata di cucina, soggiorno e giardino. Il personale del Ser.D., con la collaborazione di associazioni e familiari, gestirà il centro. E' un ambiente protetto dove cercare di ricostruirsi una vita, iniziando dai rapporti di relazione, passando per la gestione di una casa, per le attività sportive, recite o anche lavori artigianali.


asl01Gesti quotidiani in grado però di riportare ad una "vita normale" chi, a causa di una dipendenza, si è isolato e si sente estraniato dalla società. Un luogo d'incontro, aperto dalle 11 alle 21, in grado di ospitare sino a 12 persone con problemi di dipendenza da sostanze, alcol incluso, che vivono in una particolare condizione di disagio sociale e estrema marginalità, come vagabondaggio, assenza di fissa dimora, ma anche per chi, in famiglia, non è riuscito a trovare l'ambiente ideale per ricominciare da capo. "Il progetto nasce dalla convinzione che la dipendenza, qualunque essa sia, affondi le radici in molteplici fattori, psicologici innanzitutto, al quale si associano difficoltà relazionali e un ambiente familiare e sociale poco adatto alla crescita e alla maturazione delle potenzialità della persona". Lo ha dichiarato Salvatore Carai, direttore del Servizio Dipendenza della Asl di Olbia che ha ideato e coordina il progetto, coadiuvato dal suo staff. Nel centro operano due educatori e un assistente; è costante il supporto del Ser.D; da segnalare la collaborazione delle associazioni del territorio come l'Acat il Ponte e la Caritas. "Un ruolo fondamentale - ha spiegato Carai - avranno anche i familiari delle persone che entreranno all'interno del Centro, questo nell'intento di recuperare i rapporti interrotti partendo da piccoli gesti quotidiani, come la manutenzione della casa, ma anche la pianificazione di attività comuni".


asl02All'interno del Centro verranno fatte osservare le regole per il rispetto dell'essere e della civile convivenza, in un'ottica di auto-aiuto e collaborazione reciproca che permetta ai frequentatori del centro di sostenere il proprio compagno; oltre ai pasti, per chi ne avesse bisogno, verranno distribuiti anche dei vestiti. Il progetto prevede inoltre l'organizzazione di attività ricreative, culturali e sportive finalizzate al miglioramento del comportamento degli stili di vita degli ospiti. "L'obiettivo è promuovere comportamenti corretti, portare gli utenti ad accettare le regole e tollerare la frustrazione, portandoli al riavvicinamento col proprio corpo, vissuto negativamente e fatto bersaglio della propria distruttività", ha aggiunto Carai. Il Centro è stato finanziato con fondi regionali ed è operativo da alcuni giorni. I cittadini che volesse mettersi in contatto col Centro di accoglienza possono contattare direttamente il Ser.D., componendo lo 0789/552296 o 0789/51474, oppure contattando direttamente il Centro al 366 6620438.
 

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