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“Il Castello di Molara, questo “sconosciuto”

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molarahomeNell'ambito delle conferenze organizzate dall'Unitre di Olbia è da segnalare quella intitolata "Il Castello di Molara, questo "sconosciuto", tenuta dal dott. Agostino Amucano lo scorso 22 aprile nella sala gremita dell'Expo. Tra il pubblico: il sindaco Gianni Giovannelli, il presidente del Consiglio comunale Tonino Pizzadili, gli assessori Vanni Sanna e Gesuino Satta. L'archeologo Agostino Amucano ha illustrato i risultati di lunghe indagini da lui svolte sulla meno conosciuta tra le fortificazioni medievali olbiesi. Il castello di Molara è un piccolo presidio costruito interamente "a secco" sulla cima di Monte Castello di Molara dove, oggi, l'unico insediamento corrisponde alla casa dei Tamponi, la famiglia proprietaria della piccola isola che, insieme a Tavolara, chiude da sud il Golfo di Olbia.


molara03 Per la particolare situazione geografica e la sua non facile accessibilità, la fortezza non aveva ancora conosciuto studi approfonditi che qualificassero sufficientemente le caratteristiche del sito e dell'architettura, e ne rendessero pertanto credibili le ipotesi sull'attribuzione cronologica. Nel corso del tempo i vari studiosi avevano datato la fortezza alle epoche più disparate: dall'età nuragica si era finiti al XVII secolo, e poi, più correttamente, al generico medioevo. Partendo dall'analisi della topografia, dell'architettura e delle tecniche costruttive, come della toponomastica e dei fittili di superficie rinvenuti e documentati, Agostino Amucano propone oggi una datazione del piccolo castello alla metà del IX secolo. Ha motivato la costruzione in un luogo così sperduto e lontano da insediamenti con una singolare, quanto accidentale e non per questo meno importante causa. I Saraceni, che già nell'anno 846, avevano saccheggiato le basiliche romane di San Pietro e di San Paolo fuori le mura, tre anni dopo questi drammatici eventi allestirono una grande flotta per sferrare l'attacco definitivo alla Città Eterna.


molara02La flotta mussulmana - narra il Libro dei Pontefici - si radunò in un luogo posto davanti all'isola della Sardegna, detto Torarium. Il nuovo tentativo di attacco arabo a Roma fallì nella famosa battaglia navale di Ostia, dove vinse la flotta cristiana in quella che fu una sorta di anticipazione della battaglia di Lepanto contro i Turchi, molti secoli dopo. Si è dibattuto a lungo sull'identificazione di questo antico toponimo, fino alla soluzione definitiva che vede Tavolara come l'antica Torarium del Libro dei Pontefici. Da tutti gli elementi a disposizione Amucano vede dunque il castello-vedetta costruito a seguito dell'utilizzo dell'area di Turarium-Tavolara come testa di ponte per l'attacco a Roma. Con la costruzione del castello in quel punto così particolare ed insolito si voleva evitare il pericolo di un riutilizzo eventuale dello specchio d'acqua racchiuso fra Tavolara e Molara. Una formidabile rada protetta dai venti, nascosta alla vista dalla mole di Tavolara, prossima quanto basta alla terraferma, e con un'isola come Molara ricca di fonti, legname, selvaggina.


molara04Peraltro in un punto posto geograficamente al centro del Mediterraneo, il più vicino alle coste del Lazio dell'intera Sardegna. Insieme ai dati archeologici supportano l'ipotesi varie notizie storiche che dimostrano l'intensificarsi dei rapporti tra la Santa Sede ed il iudex Sardiniae. Un esempio: la richiesta di miliziani sardi fatta da papa Leone IV per difendere le fortificazioni di Porto, presso Ostia, alle foci del Tevere. Possiamo quindi ipotizzare una diretta sollecitazione del papa alle autorità locali sarde per sorvegliare l'area già utilizzata come base dalla flotta saracena, magari suggerendovi anche la costruzione di una vedetta a scopo cautelativo e di controllo del "canale di Tavolara", e solo di quello. Compito strategico che, in tutta evidenza e nel silenzio assoluto, il Castello di Molara svolge da ben oltre un millennio.
 

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