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Inaugurato ArtPort con il frammento del Planetario di Archimede

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planetariohomeInaugurata la galleria ArtPort, realizzata da Geasar all'interno dello scalo del "Costa Smeralda" e nata da un'idea di Maria Assunta Fodde. Per la prima prestigiosa esposizione, intitolata "Olbia. Il Planetario di Archimede ritrovato", allestita in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Sassari e Nuoro, è stato scelto un solo reperto archeologico, per di più di piccole dimensioni.


planetario03Si tratta di un frammento di una rotella di ottone con denti a profilo curvo, restituito dal sottosuolo di Olbia durante lo scavo archeologico dell'ex Mercato Civico diretto da Giuseppe Pisanu, e che doveva far parte di un più complesso meccanismo di ruote dentate. A fronte della scarsa spettacolarità dell'oggetto sta la sua enorme importanza sul piano della storia della scienza antica, per la quale esso si può ben definire rivoluzionario. L'analisi del profilo curvo dei denti della ruota, condotta da Giovanni Pastore, ha consentito di gettare un inatteso squarcio di luce sulle vette raggiunte dal pensiero scientifico antico, che risulta così essere per certi aspetti ancora più avanzato di quanto finora si pensasse. Con l'ausilio di pannelli e video, la mostra accompagna il visitatore nel complesso percorso che ha consentito a Giovanni Pastore e Rubens D'Oriano, grazie ad uno studio multidisciplinare tra meccanica e matematica, storia e archeologia, di attribuire la ruota al Planetario realizzato dal più grande scienziato dell'antichità: Archimede di Siracusa.


planetario01Il Planetario di Archimede doveva essere un complesso meccanismo che simulava e/o calcolava il moto di svariati corpi celesti, per quanto se ne può dedurre dagli scrittori antichi che ce ne parlano e dal confronto con l'unico oggetto in qualche modo analogo finora noto: il celeberrimo "meccanismo di Antikythera". Il quale, tuttavia, era, in rapporto al Planetario, meno avanzato scientificamente. Scorrono così sotto gli occhi del visitatore tutti i passi dell'indagine che collega dati scientifici ed eventi storici, dalla conquista di Siracusa (212 a.C.) alla battaglia di Pydna (168 a.C.), dalla conoscenza antica del cosmo all'attività della perduta Biblioteca di Alessandria, dagli scritti di Cicerone alle biografie dei possessori del Planetario. Il cui ultimo erede, Marco Claudio Marcello, fece tappa a Olbia (152 o 148 a. C.) in uno dei suoi ultimi viaggi, quando il Planetario si ruppe e finì nel sottosuolo dal quale la Soprintendenza per i Beni Archeologici lo ha recuperato nel 2006. Il reperto in mostra è quindi non solo l'unico oggetto finora noto attribuibile al grande Archimede ma uno dei più significativi dell'intera storia della scienza antica.


planetario04La galleria ArtPort è stata inaugurata alla presenza di numerose autorità e di tutti coloro che hanno contribuito al decollo di questa struttura- pilota a livello nazionale. Lo spazio espositivo è inserito in uno scalo già avamposto della cultura grazie alla presenza del Polo Universitario e della libreria Feltrinelli. "È un aeroporto vivo - ha dichiarato l'amministratore delegato di Geasar, Silvio Pippobello - e questa importante iniziativa lo dimostrerà non solo nella stagione estiva ma in tutti i mesi dell'anno". La nuova sfida lanciata da Geasar è stata elogiata dall'assessore regionale ai trasporti, Liliana Lorettu, dall'assessore comunale alla Cultura Vanni Sanna e dal sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. I due amministratori locali hanno espresso grande apprezzamento per l'iniziativa di Geasar che ha il merito di portare la cultura tra la gente, stimolando e valorizzando l'interesse e la curiosità per le risorse e i tesori non solo paesaggistici del territorio. Il ringraziamento del sindaco Giovannelli è andato anche a Rubens D'Oriano per il suo continuo impegno nel riportare alla luce e divulgare l'eccezionale patrimonio archeologico del territorio.


planetario02Auspicato, inoltre, un coinvolgimento sempre maggiore non solo della politica ma anche dell'impresa privata per far "decollare" nuovi progetti. L'origine del reperto è stata spiegata da Giovanni Pastore, l'ingegnere che, grazie ai suoi studi, riuscì a confermare le intuizioni avanzate dagli archeologi D'Oriano e Pisanu nell'estate del 2006. "Una delle scoperte più importanti nell'area del Mediterraneo", ha ribadito anche Bruno Massabò, Soprintendente per i Beni Archeologici delle province di Sassari e Nuoro. In sintonia con Vincenzo Fusco dell'Enac ha poi aggiunto: "Servirà da richiamo perché rappresenta un fatto emblematico ospitato in una vetrina d'eccellenza" . "La Geasar - ha dichiarato il direttore commerciale Lucio Murru - continua la sua sfida per una nuova filosofia di gestione del rapporto tra il passeggero, l'aeroporto e il territorio". Per l'amministratore delegato Silvio Pippobello, "ArtPort sarà un luogo polifunzionale, aperto alle nuove tendenze e ai mutamenti della nostra società".

 

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