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E’ nato lo Yacht Club Olbia

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ychomeAvvicinare il mare alla città e la città al mare: questo è l'obiettivo che si pone il neonato Yacht Club Olbia che vanta già settanta iscritti. "Ma non chiamatele barchette, perché le "derive" sono di fatto una buona scuola, se non un passaggio obbligato, per ogni velista; è infatti su queste barche che si impara ad amare e rispettare il mare; solo vivendo appieno il rapporto con la vastità dell'acqua si riesce a "sentire" le reazioni che lo scafo può avere e si può quindi arrivare ad assecondarle", ha spiegato Marco Barabino, presidente del neonato Yacht Club. Questo pomeriggio, nel corso di una conferenza tenuta all'Expo, il direttivo dell'associazione sportiva ha incontrato la stampa per illustrare le peculiarità dello Yacht Club. A Olbia sono attivi da anni due circoli nautici che, per vocazione e per la loro posizione nel golfo, si dedicano alle barche di medio-grandi dimensioni.


yc04 Il nuovo Club punta a far avvicinare la popolazione alla vela, e quindi al mare; diffondere e insegnare le tecniche per gestire piccole barche a vela che non superano i 6 metri e con un equipaggio al massimo di tre elementi. Le "derive" sono infatti le prime imbarcazioni su cui i bambini, anche quelli di 7 anni, iniziano a conoscere la vela. All'incontro odierno hanno partecipato i soci dello Yacht Club di Olbia, il sindaco Gianni Giovannelli, il vice sindaco Marzio Altana e l'assessore allo Sport Angelo Cocciu."Olbia è una città viva - ha sottolineato Giovannelli - dove si svolgono attività sportive a tutti i livelli. Saluto con grande soddisfazione la nascita di questa associazione disponibile a collaborare con i circoli esistenti per diffondere la cultura del mare a tutte le età. Questa iniziativa ci coinvolgerà tutti e, come amministrazione, cercheremo, insieme, di organizzare, sin dalla prossima stagione estiva, qualche manifestazione che magari coinvolga i piccoli velisti". L'associazione, costituita da qualche settimana, vanta già una settantina di iscritti. Un terzo di questi sono ragazzi dai 7 ai 25 anni che, da tempo, sotto il guidone dello Yacht Club Porto Rotondo, girano l'Italia e l'Europa sfidando atleti a bordo delle piccole imbarcazioni a vela. "Noi abbiamo un grande patrimonio: la passione per il mare, le idee, il desiderio di trasmettere le nostre conoscenze, i ragazzi che hanno voglia di iniziare a veleggiare.


yc02L'unica cosa che ci mancava era un'associazione che ci riunisse e ci desse uno scopo", ha aggiunto Barabino che ha istruito le carte per l'affiliazione alla Federazione Italiana Vela, un passaggio obbligatorio per ufficializzare l'associazione il cui fine è quello di allenare giovani all'uso di piccole imbarcazioni come l'Optimist, il 420, il Laser, ma anche il catamarano, il 470 e il Windsurf. L'associazione ora si sta impegnando per la sede: "Vista l'incompatibilità con le grandi navi che transitano nel porto olbiese abbiamo individuato un'area, fuori dal golfo, a sud della città, ideale per le nostre finalità", ha dichiarato Barabino. Non sono previste opere a mare, in quanto le "derive" sono piccole imbarcazioni che, dopo gli allenamenti, devono essere messe in secca. "Stavamo pensando alle vecchie Saline, un posto incantato, ma un po' trascurato che, grazie alla nostra attività, potrebbe tornare a nuova vita. Non bisogna sottovalutare l'indotto che ruota intorno a questo sport; vorremmo istituire una scuola di vela con istruttori federali aperta tutto l'anno e rivolta a tutte le fasce d'età; creare una squadra agonistica forte che sia in grado di partecipare a manifestazioni nazionali e internazionali e porti il nome di Olbia in giro per il mondo."
 

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