Comune di Olbia

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Il nuovo volto di San Simplicio.

Fonte: Unione Sarda

È costato lacrime e sangue ma l'Urban center è concluso: ieri il taglio del nastro nella struttura a ridosso del parco, oggi toccherà alla nuova piazza di San Simplicio.

Eccola qua, l'opera che negli ultimi sedici mesi ha succhiato ogni risorsa finanziaria delle casse comunali imgessate dal patto di stabilità ma ha cambiato il volto del rione San Simplicio.

L'Urban center, inaugurato ieri mattina, è un edificio di 700 metri quadri a ridosso del parco Fausto Noce che ospiterà un centro per l'identità culturale ma dà anche il nome a tutto il progetto di riqualificazione: la grande piazza con la scalinata davanti alla basilica che sarà inaugurata domani con l'apertura della festa in onore del Santo Patrono, piccoli giardini mediterranei e una passeggiata lungo la sponda del canale con i nuovi ponti verso il parco.

Il progetto, che ha mosso i suoi primi passi nel 2003, collega idealmente la basilica da una parte verso il centro storico, grazie alla nuova piazza e all'abbattimento del muro di via Gabriele D'Annunzio, e dall'altra , in un percorso verde fino al centro culturale e al Fausto Noce. «Che, secondo me, è l'opera più bella degli ultimi quindici anni», ha detto l'assessore Davide Bacciu. «Grazie», ha sussurato il capogruppo del Pdl, ed ex asssessore all'Ambiente, Marco Piro.

Il parco è infatti opera dell'amministrazione Nizzi così come l'idea dell'Urban center che però è stato realizzato dall'attuale amministrazione. Ed ecco perché il clima è molto ecumenico. «Al di là delle contrapposizioni politiche, c'è una continuità amministrativa - ha detto il sindaco - mi fa piacere che ci siano i rappresnetanti della minoranza, ho invitato anche Settimo Nizzi che spero sia presente per l'inaugurazione della piazza».

Lo stesso Giovannelli ha fatto la storia dell'opera, pensata quando ancora non esisteva il patto di stabilità: «Quando abbiamo iniziato, lo scenario era completamente cambiato e l'amministrazione si è dovuta adeguare. Sedici milioni di euro di investimento hanno ingessato la nostra capacità di spesa e costretto i cittadini a sopportare qualche disagio per i tagli. Speriamo già da quest'anno di attenuarne gli effetti. L'impresa, seguita dall'assessore Bacciu, si è comportata egregiamente e ha completato l'opera in tempi brevissimi».

Per ora l'Urban center è un grande contenitore vuoto. Gli assessori (oltre a Bacciu, Carlo Careddu, Rino Piccinnu, Marco Vargiu e Vincenzo Cachia) spiegano come sarà riempito. «L'idea è quello di farne un centro dell'identità cultirale olbiese che rappresenti la storia degli ultimi 100, 150 anni della città, attraverso foto, video, contributi multimediali», dice Davide Bacciu. Ci stanno lavorando l'assessore alla Cultura Vincenzo Cachia e al turismo Marco Vargiu. «È una grande opportunità da sfruttare appieno - spiega Cachia - con la collaborazione delle associazioni culturali. La parte principale dell'edificio ospiterà un caffè letterario».

Un centro destinato a olbiesi e turisti. «Il turista, soprattutto straniero, non viene più in Sardegna solo per il mare, vuole conoscere nuove identità - dice Vargiu - noi abbiamo tante idee, accettiamo collaborazione e, naturalmente, anche sponsor». Anche perché i soldi ora sono davvero finiti.C.D.R.

 

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