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San Simplicio, la riscoperta dell’area archeologica

Fonte: La Nuova Sardegna

La sua storia finisce sotto vetro. Il pozzo greco e i resti del tempio della dea Cerere diventeranno uno dei simboli della città sacra. Un pezzo di identità da trasformare in altare del turismo. Greci, romani, cristiani hanno scelto da sempre questo fazzoletto di terra protetto dalle acque del golfo e con vista sull’antico porto come pietra filosofale.

Come fucina della religiosità, pantheon della propria fede. Sopra, a qualche metro di distanza dall’area archeologica c’è la basilica di San Simplicio, il cuore sacro della religiosità. Il Comune ha ritrovato un pezzo nobile della sua storia sotto un metro di terra. E ora pensa di trasformarlo in tempio dell’attrazione. «In questi giorni abbiamo avuto il via libera da parte della soprintendenza. Il direttore regionale per i beni archeologici Assunta Lorrai ha guidato la delegazione che ha visitato il sito – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Davide Bacciu –. In quell’area realizziamo la piazza che da San Simplicio arriverà fino a via D’Annunzio. Appena i reperti hanno cominciato a venire alla luce abbiamo deciso di modificare il progetto iniziale. Ma serviva il via libera della soprintendenza e mancano ancora i finanziamenti da parte della Regione. Perché le modifiche previste portano a un aumento dei costi». L'assessore illustra il progetto che prevede la creazione di una mega vetrata antisfondamento che protegga il pozzo, l'ingresso del tempio della dea Cerere, le tombe e la fornace medioevale che è servita anche per creare i materiali con cui è stata costruita la basilica di San Simplicio. Ma la vetrata non sigillerà per sempre come una teca i reperti. L’area sarà anche visitabile con delle guide. «Vogliamo proteggere la zona – dice Bacciu –. Ma renderla anche visitabile con l’assistenza di guide specializzate. La soprintendenza ci ha dato il via libera. E anche con Cappellacci esiste un accordo di massima. Nella sua visita in città il governatore ha voluto fare un sopralluogo nel sito e ci ha garantito che la Regione avrebbe lavorato per garantire un sostegno concreto alla realizzazione del progetto. La soprintendenza ha dato anche il via libera per l'abbattimento dei ruderi in via D'Annunzio che erano protetti da vincolo perché costruiti oltre 30 anni fa, ma di nessun reale pregio. Ora potremo procedere più spediti». Il sindaco Gianni Giovannelli e l’assessore Bacciu hanno anche quantificato il costo della variazione sui bilanci. «L’intero intervento dell’Urban Center con questi ritrovamenti è cresciuto nei costi e dovrebbe arrivare intorno ai 15 milioni di euro. Siamo partiti da 13. In pratica con un milione si potrebbe riuscire a portare a termine il progetto. Le carte sono quasi pronte. Manca solo un passaggio in Regione per l’ulteriore finanziamento. Ma non credo ci potranno essere ulteriori ostacoli. Cappellacci nella sua visita ci ha garantito che la Regione avrebbe sostenuto la valorizzazione del sito. E questa volta non vogliamo seppellire la nostra storia».

Luca Rojch
 

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