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Il falò di Sant'Antonio rivive

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s.antoniohomeDopo un secolo di oblio rivive ad Olbia l'antichissima tradizione del falò di Sant'Antonio. Il merito è del Comitato di quartiere Isticcadeddu, presieduto da Antioco Tilocca, che ha potuto contare sulla collaborazione dell'associazione "Amici del Goceano" e della parrocchia di San Michele Arcangelo.



s.antonio02Antioco Tilocca ha mobilitato e coinvolto le famiglie dell'interno che vivono nel rione Isticcadeddu riuscendo ad organizzare una grande festa iniziata domenica pomeriggio e conclusa a notte fonda. In primo piano la celebrazione religiosa con la la partecipazione del Vescovo Mons.Sebastiano Sanguinetti e del parroco Don Theron Casula che hanno sottolineato il significato simbolico del fuoco, elemento che, come l'acqua "purificano e distruggono, danno vita e morte". "Ho voluto partecipare a questa iniziativa - ha dichiarato il Vescovo - per due motivi che rappresentano altrettanti segnali positivi: Olbia, città aperta e cosmopolita riscopre una tradizione molto antica ma dimenticata dopo la distruzione, avvenuta nel 1800, della chiesa di Sant'Antonio Abate in Corso Umberto.



s.antonio03Ritengo importante anche questo "ponte" che, grazie al Comitato di Isticcadeddu, si è stabilito tra l'Anglona e la Gallura. Non bisogna infatti dimenticare che Sant'Antonio Abate, oltre ad essere patrono dell'Anglona, è anche patrono della Gallura insieme a San Simplicio". Anche il sindaco Gianni Giovannelli, presente alla cerimonia, ha ringraziato Antioco Tilocca, presidente di un Comitato che sta "collaborando in modo propositivo e costruttivo con le istituzioni". La benedizione e l'accensione dell'enorme falò, coronato da una ghirlanda di arance, sono state accompagnate dal coro dell'Olbia Folk Ensemble. Il presidente della Provincia Fedele Sanciu ha ricordato i "piccoli e i grandi successi di tante laboriose famiglie dell'interno che, ad Olbia, si sono perfettamente integrate contribuendo alla crescita e allo sviluppo, non solo economico, della città e dell'intera comunità". Alla famiglia Barone è toccato l'onore di accendere il falò.




s.antonio01L'associazione "Amici del Goceano", che comprende i paesi di Burgos, Bottida, Esporlatu, Bono, Anela, Bultei, Benetutti, Nule e Illorai, di cui a Olbia è presente una folta rappresentanza, ha curato la preparazione di un buffet ricco e squisito. In primo piano i dolci tipici: Thiliccas, Cogones e Pistiddu, accompagnati da vino rosso e bibite. Da segnalare anche il ruolo svolto dalla nuova parrocchia di San Michele Arcangelo, ospitata da qualche mese nella chiesa di Sant'Antonio, in via Aspromonte, in attesa che venga costruita la nuova sede vicino all'ospedale Giovanni Paolo II. I parrocchiani si sono occupati della raccolta delle fascine di lentischio e cisto, trasportati con 4 camion e utilizzati per alimentare il grande fuoco. "Il nostro comitato - ha dichiarato Antioco Tilocca - vuole continuare, magari con la costruzione di uno stazzo di quartiere, a promuovere iniziative sociali, culturali e sportive per consentire a tutti i residenti di partecipare attivamente alla vita del rione, nonché di sensibilizzare, in particolare i più giovani, alla valorizzazione delle radici culturali, alimentando il senso di appartenenza alla comunità, sia quella di origine che quella d'adozione". Canti e balli hanno quindi animato la rinascita ad Olbia, grazie al Comitato di Isticcadeddu, di una tradizione tanto antica quanto suggestiva, radicata in tutta la Sardegna.

 

 

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